Corrado Augias in Finestre sul cortile

 

Il 10 marzo Corrado Augias è stato nostro ospite in uno degli Incontri che dedichiamo alle storie. Dopo Dacia Maraini, che è stata con noi il 18 febbraio, ecco un’altra esperienza emozionante. Eravamo in tanti, anche se per altri non è stato possibile essere tra noi: pioggia, impegni di lavoro, contrattempi all’ultimo minuto hanno fatto la loro parte. Il dispiacere è testimoniato dai messaggi arrivati, e dai commenti nella nostra pagina Facebook del giorno dopo. In particolare, Flaminia Carbonaro ha chiesto: “Sunto dell’incontro per chi non c’era?” e così, per Flaminia, per chi c’era e chi non c’era ecco il mio “sunto” di questa bella esperienza:

Corrado Augias arriva mezz’ora prima dell’inizio programmato. Un succo di frutta al bar per soddisfare un po’ l’arsura e poi saliamo insieme nel nostro spazio di Via Sallustiana. Aspettando che le persone arrivino, lui siede in prima fila come uno di noi e smanetta con il suo cellulare.

Foto di Silvia Di Tosti

Alle 18:30, puntuali, si comincia. Dopo una breve presentazione, lascio a lui la parola che esordisce così: “Staremo insieme fino alle 19:30 e direi che comincio io per una mezz’ora e poi lascio a voi lo spazio per domande, opinioni…”

In un’atmosfera piena di attesa cominciamo a scoprire “Le ultime diciotto ore di Gesù” raccontate nel suo ultimo libro edito da Einaudi: non un saggio, nè un romanzo ma una docu-fiction, come l’avrebbe definita Umberto Eco.

Foto di Anna Pompilio

Augias cita innanzitutto le fonti – i quattro vangeli canonici, i numerosi vangeli apocrifi, il vangelo di Giuda, e altre fonti storiche – che ha utilizzato per raccontare la “sua” storia del processo a Joshua Ha-Nozri, Gesù di Nazareth, e quella di alcuni personaggi a lui vicini, trascurati e poco raccontati dai vangeli.

“Ho voluto integrare le fonti a modo mio con un pizzico di fantasia, perché la storia di Gesù, liberata da ogni teologia è innanzitutto la storia di un uomo che ha messo in gioco la propria vita, sino a perderla, per un ideale di rinnovamento.”

Ci racconta il contesto storico, culturale, religioso in cui si svolge la vita di Gesù e in particolare quella sua “Passione” vissuta in un pugno di ore notturne fino alla sua morte per crocifissione. Una sintesi di ciò che lui dice la trovo in questo passo del suo libro (pagg. 195-196):

“Nessuno sostiene che i redattori dei vangeli abbiano volutamente falsificato i fatti, è verosimile però che li abbiano riferiti basandosi sulle proprie convinzioni nonché sulle opportunità dettate dal momento. Gesù ha vissuto e interpretato la sua morte alla luce d’una fede e d’una mentalità religiose. Egli si sentiva inviato da Dio, vedeva il suo tragico destino come un evento rilevante nella storia del popolo ebraico, un atto della volontà divina.”

Augias racconta con ammirazione dirompente la storia di quest’uomo chiamato Gesù, e ci emoziona quando legge un passo del capitolo in cui ha ricostruito il dolore di Miryam, una madre ebrea in pena per suo figlio:

“Non so se devo crederlo vivo; io non l’ho visto: se fosse vero e non è venuto a vedermi, sapendo quanto dolore ho ingoiato, vuol dire che ha cose più importanti, più urgenti da fare. Da quando è partito ho lasciato intatto il suo letto, nessuno può mettere piede nell’angolo che era suo. Un giorno verrà, ne sono certa. Io intanto l’aspetto, zappo l’orto, do da mangiare agli animali, spazzo il pavimento, so che prima o poi aprirà quella porta, metterà dentro la testa con il suo sorriso di ragazzo per dirmi: «Mamma, sono tornato».

Lo ascoltiamo avvolti dalle sue parole, senza avvertire il tempo che sta arrivando al punto in cui lascia a noi lo spazio per domande e opinioni: alza la mano chi condivide i suoi punti di vista, chi esprime scetticismo, chi formula ipotesi, obiezioni, curiosità…

Foto di Silvia Di Tosti

Alla fine di questo incontro una cosa resta chiara e forte: l’ammirazione appassionata di Augias per Joshua Ha-Nozri, Gesù di Nazareth, che con la sua personalità, le sue scelte, le sue azioni ci ricorda altri due personaggi storici che lui stesso cita: Gandhi e Francesco d’Assisi, uomini che come Gesù hanno saputo incidere nella Storia e nelle nostre storie.

Grazie, Corrado Augias, per essere stato con noi.

Anna Maria Corposanto